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SABA
Prodotto tipico
della tradizione romagnola
La SABA ha origini antichissime. Veniva infatti
usata fin dall’epoca romana, come risulta dai
testi di alcuni autori di quel periodo, quali:
Apicio, Columella, Catone e Ovidio.
Essa infatti era impiegata sia in sostituzione
del miele, per addolcire le vivande, sia per
conferire maggior gusto e sapore ai cibi in
genere.
Successivamente la troviamo citata dall’Ariosto,
che in proposito scrive: “In casa mia mi sa
meglio una rapa / ch’io cuocca, e cotta su’n
stecco m’inforco / e mondo, e spargo poi d’aceto
e saba.”.
Preparata da sempre con la medesima ricetta,
come risulta dalla consultazione di vari testi
di epoche diverse, fra cui anche quello di
Pellegrino Artusi, la SABA si produce nel
periodo della vendemmia, in coincidenza della
maggiore disponibilità di uva; viene poi riposta
in vasetti o bottiglie e lasciata maturare per
almeno due mesi, per poi essere utilizzata in
qualsiasi occasione.
Si sceglie uva bianca, ben matura e di ottima
qualità (solitamente Trebbiano), che viene
pigiata; il liquido ottenuto, sommariamente
filtrato, viene poi posto sul fuoco in un paiolo
e fatto bollire lentamente per almeno 18-20 ore,
schiumandolo periodicamente, fino a raggiungere
la giusta consistenza, cioè fino ad una sua
riduzione di oltre due terzi.
Il liquido così ottenuto è denso, sciropposo e
scuro, di gradevoli gusto e aroma.
Gli usi a cui si presta la SABA sono svariati:
dai più semplici ai più elaborati e raffinati.
Può diventare una bibita dissetante, se
allungata con acqua fresca e un delizioso
sorbetto, se unita al ghiaccio tritato ed un
efficace e gradevole regolatore intestinale, se
bevuta in purezza; è un ottimo condimento per
fagioli e ceci lessati e svariati tipi di
verdure, sia cotte, sia crude. Si accompagna
perfettamente a formaggi e polenta ai ferri,
oppure alla frutta cotta e alle castagne
lessate.
Conferisce sapori nuovi e raffinati se
utilizzata nell’impasto di dolci, crostate,
ripieni e in tutte quelle preparazioni ispirate
dalla fantasia personale, ad esempio cocktails e
long drink. Insieme all’aceto di vino, dà ottimi
risultati nella cottura di carni bianche e nel
condimento delle verdure cotte e crude.
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